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Senza Fiato - a cura di Guido Passini _FB_TIME_SINCE
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 Vorrei presentare un libro che mi vede in prima linea come curatore ed autore, insieme ad altri 45 autori. Un libro edito da Fara Editore uscito nell'ottobre 2008. Un libro di poesia e prosa che ha come tema principale la Fibrosi Cistica, una malattia genetica di cui sono affetto. Per recensirlo utilizzo le parole di Vincenzio d'Alessio e di Carla De Angelis estratte dal sito farapoesia.blogspot.com/2008/11/su-senza-fiato.htmlRecensione di Vincenzo D'AlessioVorrei che questo mio pensiero fosse una missiva, non una fredda recensione da inviare a un autore o all’editore. Caro Guido ho letto, ho riletto, e mi sono fermato: fa male la fatica di vivere un’esistenza priva di quella che siamo abituati a definire “normalità”. Ma dimmi: normale vuole dire stare insieme al resto dell’umanità in che modo? Me lo sono chiesto tante volte e, in senso pieno, non l’ho capito. Ho preso a cancellare le parole “mai” e “sempre” dal concetto di normalità preferendo le parole “possibilmente” e “naturalmente”. In questo modo la fibrosi cistica assume il nome di tumore, per me, quello stesso male terribile che uccide il vapore acqueo della locomotiva uomo: la Speranza. Ho vissuto per intero, senza sconti, lo spegnersi di questa piccola-grande caldaia che è il respiro umano, il sole del creato e l’energia dell’avvenire, ho vissuto la fine della vita. Il libro che hai curato è un’antologia di Speranza condita di sincerità e di amore per la vita, un’ansia infinita di luce terrena. Tutti i contributi valgono la via da seguire, nessuno escluso. Vorrei citare qualche verso: “La mente aperta dà / le profondità dell’anima / si vede a sé stessa / specchiata nei visi di quelli / che soffrono la minaccia nascosta / di un male silenzioso” (Dave Atasa, p. 38); “Il mio ospite mi vuole uccidere / ma io lo attendo / perché non sono ancora stanco di combattere” (Isher, p. 41); “Guido ha paura / un giorno / di svegliarsi / con gli occhi chiusi / e il respiro assente” (Guido Passini, p. 98). Non riesco a trovare un percorso ideale per incantare le voci che si alternano in queste pagine; nero su bianco, bianco su nero, caleidoscopio di colori indescrivibili nutriti di sofferta qualità di vita. Potrei dire che le figure retoriche che si affacciano sono metonimie di un male incurabile che toglie il diritto alla vita in ogni composizione? Assolutamente no. Potrei elencare le rime alternate, con quelle baciate, oppure i baci che le madri di ognuno dei poeti, degli scrittori, degli autori, di quest’opera hanno profuso ai loro “angeli” appena nati? Potrei citare Esiodo del “Falco e l’usignolo” nella callida iunctura che si nasconde nelle poesie? In tutte le opere che hai scelto, caro Guido, c’è l’ansia febbrile per la vita ed io ho paura di non capire, di avere fretta di concludere queste righe per non procurarmi lacrime giuste. Prendo in prestito i versi splendidi che si affacciano ad ogni pagina: “Sono un nome / su un foglio sterilizzato / un punto fra due rette parallele / ove il nulla che avanza / è un muro di indifferenza / che non ferma il tempo / che fugge via” (Pierangela e Rosa Cristofaro, p. 56). Vorrei non aver perso una buona occasione per esprimerti il bene che la comunicazione sociale dell’editore Fara trasmetterà al mondo in favore del tumore fibrosi cistica. Gianni Paris, presentando il libro Il resto (parziale) della storia, di Carla De Angelis e Stefano Martello, Fara 2008, invita il lettore a lasciare “questo libro al bar, sulle panchine o dovunque vi piaccia, fatelo girare, racchiudetelo in una bottiglia perché navighi tra la più svariata gente”. Quest’augurio lo vorrei indirizzare a questa meravigliosa creatura che avete messo in moto con il vostro coraggio di vivere. Recensione di Carla De AngelisLa poesia è l’arte di scrivere di tutto su tutto con armonia, è l’arte di entrare con passione, travestita da passi felpati nella mente del lettore; è un dono, ma non basta, è necessario accoglierlo pur sapendo che ci sarà gioia e sofferenza nel custodirlo e farlo crescere nel tempo. Senza Fiato il libro di poesia curato da Guido Passini ha accolto l’arte, ha esplorato l’universo che il dolore distende sui passi della vita ed è riuscito a dargli una concretezza tale da farlo diventare compito e senso della vita stessa. La sua poesia viene incontro al lettore colma di una seduzione assolta e spietata, senza schermi che la proteggono dalle intemperie; non si può sfuggire dal significato multiplo delle parole. Attenzione a usarle, il giorno dopo non ci si potrà correggere, la parola è come una lama che trafigge. Tutti gli altri passano correndo su di esse hanno una copertura in più tra interno ed esterno, chi vive “altre esperienze” è più sensibile al loro significato, ha con il linguaggio un rapporto completo, esasperato. Senza fiato è poesia senza fiato, è un filo che percorre la molteplicità delle voci che hanno contribuito alla stesura di questo libro il cui coinvolgimento è immediato e non trovo le giuste parole per dirlo. Ha ragione Guido Passini è un atto d’amore, dall’inizio alla fine, va oltre l’emozione/la commozione. Non conoscevo questa realtà, attraverso Guido Passini e i suoi amici sono entrata nelle loro vite, faticose, ma sempre proiettate al futuro. Vorrei mi considerassero loro amica e mi piacerebbe che non fosse il vento a far girare la girandola posta sulla copertina del libro, ma il respiro di tutti e sulle sue ali portasse il libro nelle stanze, dove si decide quanto e come spendere per la ricerca. Roma 15 novembre 2008 La scheda del libro la potete trovare qui: http://www.faraeditore.it/html/neumi/senzafiato.htmlRingrazio le persone che hanno prontamente recensito questo libro e Alessandro Ramberti, nonchè editore di questo progetto. Un libro che devolverà parte dell'incasso alle varie Associazioni della lotta contro la Fibrosi Cistica in Italia.
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Ultima Modifica: 2008/12/29 17:38 Da Guido Passini.
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Non mi arrendo, indosso nuove ali e ricomincio a volare
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Re:Senza Fiato - a cura di Guido Passini _FB_TIME_SINCE
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recensione di Nino Di Paolo (scheda del libro qui)
Caro Guido, era la prima volta che leggevo, di una malattia, in una forma diversa dal saggio o dalla narrativa "ottocentesca", quella delle Violette e dei Don Rodrigo.
Mi sono accorto, innanzitutto e, forse, stranamente di come le poesie e le prose da te scritte e raccolte, mi abbiano "informato" più e meglio di una relazione medico-scientifica: questa è la prima sensazione che ho avuto.
L'immagine che avevo della fibrosi cistica era l'immagine di una grave malattia dell'apparato respiratorio, che si porta via i bambini ancora in età preadolescenziale. Non avevo conoscenza dei sintomi e delle complicazioni né, tantomeno, del fatto che pressoché tutti gli organi ne possano essere aggrediti. Anche sul dato statistico di incidenza non avevo idea alcuna.
La tua è letteratura che diffonde conoscenza, ed attraverso la comunicazione più diretta dei sentimenti, quella che si manifesta attraverso la Sintesi della poesia, delle poesie.
Poi, anche il lavoro di raccolta e di scelta della "scaletta di pubblicazione" è stato elemento fondamentale per presentare, in modo sì toccante ma pure preciso, ordinato, chiaro, il mondo delle persone che vivono questa guerra.
Questo è il cuore dell'opera: la comunicazione che le persone che convivono con la FC sono combattenti esemplari, che mi sono apparsi, da un lato, simili ai soldati che si fronteggiavano senza scampo sotto le mura di Ilio e, dall'altra, astronauti lanciati in missioni ai limiti dell'impossibile, con una salvezza forse lì a portata di mano, quella che dovrà arrivare dalla terapia genica.
E questa salvezza è dipendente da studi, finanziamenti e ricerche di uomini che possono essere lì a pochi chilometri da casa oppure dall'altra parte del mondo.
Quello che resta, in ogni istante, il nòcciolo, a me è parso lo spirito guerriero. Forse in una sola poesia c'è un rivolgersi ad Altro, nella gran parte c'è solo l'essenza della battaglia. Non è semplice rivolgere lo sguardo in alto quando la prima domanda che, fin da bambini, si presenta all'intelletto è: "Perché a me?". La dignità, non certo una superbia che non può mai essere addebitata a chi è segnato, non consente troppo di alzare gli occhi al cielo.
Conoscenza e condivisione, conoscenza ed attenzione. Non si riconosce, per strada, chi convive con la FC. La FC non dà spettacolo, quindi l'occhio di chi passa non la coglie. Ed allora solo la conoscenza, con informazioni semplici da comprendere, così come sono ben presenti nel tuo lavoro, può mettere nei giusti binari l'atteggiamento di tutti, per poter attivare con "cortese sollecitudine" l'applicazione della già citata terapia genica.
Un sincero grazie per la tua opera che, sempre a mio modestissimo parere, lo ripeto nuovamente, è un cardine per la diffusione di una conoscenza seria, non accademica e non pietistica, di una realtà che coinvolge un numero non piccolo di fratelli e sorelle.
Nino Di Paolo, 9.3.2009
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Non mi arrendo, indosso nuove ali e ricomincio a volare
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Re:Senza Fiato - a cura di Guido Passini _FB_TIME_SINCE
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Rifletto leggendo Senza Fiato
di Laura Bonalumi
Guido ha paura del buio, di svegliarsi un giorno con gli occhi chiusi e il respiro assente.
Guido ha una forza d’animo che vincerà la paura, Guido ha il sorriso che accenderà sempre il sole, Guido ha la voglia di vita che solleverà il suo petto. Ho letto e riletto Senza Fiato ed ho incontrato il significato della parola vivere. Quanto inutilmente sprechiamo un dono così prezioso, quanto stupidamente crediamo di essere invincibili. Leggo ma poi mi fermo ad osservare il mio costato che si alza e si abbassa, con un ritmo lento preciso, potrei dire banale; mi riempio di fiato, che semplicemente arriva a gonfiare i miei polmoni, di fiato che raccoglie il profumo di questi giorni che hanno voglia di primavera. Vivo del fiato che mi racconta il mondo che mi circonda, gli odori, i profumi, il sentore di umori che vestiranno le mie emozioni. Automatico, meccanico, preciso. Semplice. Eppure queste pagine aspettano una folata di vento che le faccia voltare, le sgualcisca, che le strapazzi, aspettano l’aria che il lettore porterà, sfogliando pagina dopo pagina le testimonianze e le speranze raccolte. C’è motivo per soffermarsi sul verbo di ognuna, c’è bisogno di riflettere frase dopo frase, cogliere il dramma che vi è radicato e prenderlo un po’ sulle proprie spalle, calzarlo, vestirlo, lasciando che lo spazio vuoto, che l’aria, prendano il loro posto. Dov’è l’umano sentimento che ci porta alla condivisione di gioia e dolore? Dove sta la forza di noi esseri superiori, nel trovare consapevolezza del nostro essere invece deboli e fragili. È qui. Sta tutto qui, tra le parole di Guido, di Daniela, di Luca…. Il coraggio di mostrare le proprie paure, i dubbi, le incertezze; la forza di prendere coscienza di un male che hai dentro, che vive con te, fianco a fianco, su una strada parallela, continua, ininterrotta: la tua vita, alimenta la sua. Il progetto di questo libro, di questa raccolta di testimonianze, è un bene prezioso. È il risultato di un gesto d’amore che scavalca, sorpassa, il bisogno e la necessità personale; colmo di generosità, carico di speranza, ci obbliga, con invito gentile, a rispondere a questa richiesta d’aiuto. Crudele, nella concretezza di una malattia che ha voglia solo di vincere, delicato, a tratti dolce, nello sguardo allargato di chi cerca l’infinito del cielo; li vedi, attraverso tavole illustrate da mani e animi molto sensibili, i sogni che popolano le notti e i giorni di chi spera. Come non voler correre incontro ad un’opera così? Io non ho saputo resistere, non ho potuto voltare pagina e sguardo assieme. Ho dovuto tenermi incollata, rigo per rigo, con il fiato sospeso – e non è un gioco di parole – con lo stomaco chiuso in una morsa che ha trovato sfogo in tante lacrime scappate. Fa bene leggere Senza Fiato, fa bene al cuore, all’anima così spesso vuota e secca, inaridita dalle grosse abbuffate d’ossigeno che così egoisticamente vogliamo solo per noi. Sfoglio e sfoglierò ancora a lungo Senza Fiato, per tornare a sentire il valore della vita che tanto spesso scordiamo; inviterò altri a farlo, con la ferma speranza che le ali di questo libro, mosse e divorate da infiniti lettori, portino aria e sollievo a suoi scrittori.
Grazie Guido. Con immensa stima e affetto, Laura
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Non mi arrendo, indosso nuove ali e ricomincio a volare
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Re:Senza Fiato - a cura di Guido Passini _FB_TIME_SINCE
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www.davideeguidoinsiemefctrust.itQui trovate un modo per unire una buona lettura ad un gesto d'amore nei confronti della vita!!
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Re:Senza Fiato - a cura di Guido Passini _FB_TIME_SINCE
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Re:Senza Fiato - a cura di Guido Passini _FB_TIME_SINCE
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